Promozione alla consapevolezza del genitore: un processo per aumentare il benessere del figlio
- 3 feb
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Aggiornamento: 3 giorni fa
Ogni famiglia ha sue particolari modalità di funzionamento: dallo stile di comunicazione al modo in cui viene espresso l'affetto; dalle strategie utilizzate per attraversare le crisi a come vengono gestiti conflitti. Questi funzionamenti creano veri e propri climi familiari; alcuni climi favoriscono la crescita dei membri mentre altri sono più inclini a rallentarla o, persino, a ostacolarla.

Nel mio lavoro osservo quotidianamente come il benessere dei figli sia strettamente connesso alla qualità del funzionamento familiare e, in particolare, alla consapevolezza del genitore e benessere globale di quest’ultimo.
La genitorialità come equilibrio dinamico tra regola e libertà
Essere genitori “sufficientemente buoni” implica lo stare in un processo complesso e in continua trasformazione che non può essere ridotto ad un insieme di regole educative e comportamenti genitoriali “corretti”.
La letteratura psicologica evidenzia un aspetto centrale della genitorialità, ovvero l’equilibrio tra la dimensione dell’accettazione e del controllo.
l’accettazione è la capacità di riconoscere e accogliere il figlio per ciò che è, ascoltandone i bisogni emotivi, i valori, i suoi punti di vista del mondo;
il controllo riguarda la funzione di guida, contenimento e definizione di regole e confini.
Queste due dimensioni influenzano gli stili educativi genitoriali, i quali, a loro volta, impattano profondamente sullo sviluppo emotivo, relazionale e identitario dei figli.
La genitorialità nel secolo scorso: dallo stile autoritario allo stile permissivo
Nel corso del Novecento, la genitorialità ha attraversato profonde trasformazioni.
I modelli tradizionali erano prevalentemente caratterizzati da uno stile autoritario, fondato sull’obbedienza, sulla rigidità dei ruoli e sull’esercizio del potere genitoriale. In questi contesti, lo spazio per il dialogo e per l’espressione dell’individualità del figlio risultava fortemente limitato.
Con i cambiamenti sociali, culturali ed economici del secondo dopoguerra – e in particolare con lo slancio verso la libertà emerso negli anni Sessanta – si è assistito a una progressiva messa in discussione di questi modelli. In alcuni casi, tuttavia, il superamento dell’autoritarismo ha condotto a forme estreme di permissività, in cui il bisogno di evitare conflitti e frustrazioni ha portato a una carenza di limiti e contenimento.
Tanto lo stile genitoriale autoritario quanto quello permissivo rappresentano due estremi poco funzionali allo sviluppo armonico del figlio.

Lo stile autorevole e la relazione come spazio di crescita
Combinando caratteristiche e qualità positive dei sopracitati estremi, è possibile arrivare ad una "sintesi" di questi modelli: lo stile genitoriale autorevole.
In questo stile il genitore assume la propria funzione di guida, che contiene e dà direzione, co-costruendo, al contempo, una dimensione dialogica con il figlio. In questo stile educativo la comunicazione diventa il presupposto fondamentale che permette al genitore di entrare nel mondo del figlio, di comprenderlo e di farlo sentire compreso - che sono due cose distinte.
Accettazione e regole non sono opposti di cui uno esclude l'altro, bensì convivono in un dialogo continuo.
Lo psicologo clinico Thomas Gordon descriveva l'accettazione come "il terreno fertile che permette a un seme minuscolo di trasformarsi nel bel fiore che può diventare", ovvero: l'accettazione rappresenta il terreno relazionale che permette al figlio di sviluppare il proprio potenziale in quanto promuove la sua autonomia, responsabilità e autostima.
Genitorialità e processi interni del genitore
Diventare genitori non implica esclusivamente la necessità di assumere un ruolo educativo nei confronti dei figli, ma attiva anche profondi processi interni. La prospettiva psicoanalitica, per prima, ha evidenziato che nel rapporto con il proprio figlio, nel genitore si riattivano aspetti della propria storia infantile: identificazioni, ferite e modelli interiorizzati.
A causa di tale riattivazione, spesso inconsapevole, il genitore entra in relazione non solo con il figlio reale, ma anche con sue immagini interne, aspettative e bisogni non soddisfatti.
Ciò rende la genitorialità uno spazio complesso, ricco di ambivalenze e possibilità di crescita. In tal senso un percorso di sostegno alla genitorialità può essere particolarmente utile ad aumentare la consapevolezza e, dunque, le possibilità di crescita.
Adolescenza: un traghetto per il mondo dei "grandi"
L’adolescenza è spesso vista da noi adulti come una fase critica in cui conflitto, ribellione e distanza emotiva del ragazzo sono all'ordine del giorno.
Tuttavia, oggi sappiamo che queste manifestazioni non sono necessariamente segnali di fallimento educativo: rappresentano infatti dei processi fisiologici di crescita, fondamentali per la costruzione dell’identità e dell’autonomia del ragazzo che, proprio attraversando questa fase, sta viaggiando verso il mondo degli adulti.
Il conflitto con il proprio figlio adolescente, se sostenuto da una relazione sufficientemente sicura, diventa una vera e propria spinta evolutiva: un'occasione di messa in discussione e di rinascita, tanto per il ragazzo quanto per il genitore.
I figli nella società occidentale
Il contesto sociale in cui viviamo è accelerato, orientato alla performance e al successo: una società in cui anche (e in primis) gli adulti faticano a rallentare e a restare in contatto con il proprio mondo emotivo.
In questo scenario, è frequente che bambini e ragazzi mostrino difficoltà nel dare un nome e regolare le proprie emozioni, nel tollerare la frustrazione e nel prendersi cura di sé e delle relazioni.
Tali difficoltà, dunque, non dipendono solo dal singolo individuo o dal nucleo familiare: originano nel campo sociale e culturale in cui tutti noi siamo immersi.

Promozione alla consapevolezza del genitore: una risorsa fondamentale
Con tali premesse, affermo con convinzione la necessità di un lavoro psicologico di accompagnamento alla consapevolezza in primis dei genitori di bambini e ragazzi che, forse oggi più che mai, ne hanno bisogno.
Promuovere la consapevolezza del genitore significa favorire la sua capacità di fermarsi; di sentire e fare contatto con il proprio corpo, le proprie emozioni, i propri pensieri; di osservare se stesso nella relazione con il proprio figlio; di riconoscere i propri stati emotivi e comprendere come questi influenzino il figlio.
Una genitorialità consapevole, dunque, non elimina le difficoltà, ma permette di attraversarle con maggiore presenza, lucidità e accettazione, rendendo la relazione genitore-figlio uno spazio di crescita reciproca.
